La merce, oggetto
di transazione nel circuito chiuso, passava di proprietà in proprietà ma
restando ferma nei vari depositi logistici utilizzati dall’organizzazione. Uno
di questi era ubicato nel Comasco, quindi non lontano dal confine. Detto in
altri termini, i prodotti elettronici, una volta importati in Italia, erano
ceduti sottocosto ai vari schermi societari cagionando, nella prima fase della
commercializzazione, la totale evasione dell’imposta sul valore aggiunto. E
ancora: dopo diverse cessioni, le ultime società acquirenti, realmente
esistenti ed operanti sul mercato,…
